Sono Francesca Ranghetti, psicologa dello sviluppo, psicoterapeuta in formazione e professionista abilitata all’utilizzo dell’EMDR (primo livello).
Dopo la laurea magistrale in Psicologia dello Sviluppo e dei Processi di Tutela presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ho maturato esperienze in ambito clinico, educativo e di ricerca, occupandomi in particolare di tutela, benessere psicologico ed eventi traumatici.
Durante il mio percorso professionale ho lavorato in diversi contesti, fra cui il settore giovanile della società calcistica Inter Milano, diversi istituti comprensivi scolastici, il Centro Psico Sociale 4 di Milano e l'Isituto dei Ciechi di Milano, presso il quale lavoro tutt'ora in veste di psicologa e supervisore dell'equipe.
Collaboro, inoltre, da diversi anni con l'Università Cattolica del Sacro cuore come ricercatrice e Docente Assistente per il corso di Psicologia dello sviluppo e come Docente cultore della materia per i corsi di Psicologia dello Sviluppo Tipico e Atipico, Psicologia della violenza di genere e Psicologia Giuridica.
Sono stata collaboratrice e formatrice del progetto TenerAmente – Verso un’infanzia felice, promosso da CESVI in collaborazione con l’Università Cattolica. Il progetto mi ha permesso di lavorare a fianco di professionisti di vari servizi socio-educativi italiani, contribuendo alla formazione e alla diffusione di strumenti e metodologie per la prevenzione del maltrattamento infantile e la promozione della resilienza familiare.
Attualmente sto completando l'ultimo della Scuola di Psicoterapia Sistemico Socio-Costruzionista del Centro Panta Rei di Milano, un percorso che mi ha permesso di sviluppare uno sguardo attento alla persona e, allo stesso tempo, ai sistemi relazionali e ai contesti di cui fa parte.
Nel mio modo di lavorare considero le difficoltà non solo come qualcosa che appartiene al singolo individuo, ma anche come espressione di dinamiche che prendono forma nelle relazioni significative, nella coppia, nella famiglia e nei diversi contesti di vita. Per questo, a seconda delle esigenze, il percorso può coinvolgere la persona, la coppia o la famiglia, valorizzando le risorse presenti nel sistema e la possibilità di costruire nuove modalità di relazione e nuovi significati.
L'approccio socio-costruzionista pone, inoltre, particolare attenzione al modo in cui raccontiamo e definiamo ciò che ci accade: attraverso il dialogo e la collaborazione, il percorso terapeutico diventa uno spazio in cui esplorare punti di vista differenti, ampliare le possibilità e favorire il cambiamento.
Nel mio lavoro considero fondamentali l’ascolto, l’accoglienza e la costruzione di uno spazio sicuro in cui poter comprendere ciò che sta accadendo, valorizzare le proprie risorse e costruire nuove possibilità. La formazione in EMDR arricchisce il mio approccio, in particolare nel lavoro con esperienze traumatiche e situazioni che continuano ad avere un impatto sul presente.